Atmosfere fiabesche in punta di bic di Paolo Amico

Il tempo, firma e chiave di lettura delle opere di Paolo Amico (San Cataldo CL 1987) non determina solo la luce e il colore, ma anche il ritmo che scandisce i suoi lavori.

Partendo dall’idea che la notte sia piu’ viva e colorata del giorno, Amico si ispira alle sue foto di vedute urbane; sono il suo taccuino degli appunti. In altri casi la fonte creativa è data da esperienze emozioni vissute.

Paolo Amico disegna su fogli di carta, a matita, per poi proseguire con penne biro colorate mettendo in scena ambienti notturni intrisi da uno spirito fiabesco.

La luce bianca del foglio analoga a quella naturale del giorno spenta dai toni scuri del disegno, viene riattivata attraverso la presenza di lampioni o insegne al neon che, oltre a illuminare tutta l’opera, conferiscono un atmosfera pop.

Una curiosità Amico inserisce spesso il titolo della sua opera, piu’ o meno nascosto nella composizione.

Elena Casarotto

Passa diversi anni a Palermo, tra mostre personali e collettive, nel 2012 vince il Premio Arte, da cui ne ricava una grande crescita artistica e personale esponendo a Pietrasanta e Milano.

Nel 2014 intraprende rapporti con la Galleria Zabert (galleria con cui ancora opera e lavora), tra il 2014 e il 2018 arrichisce la sua esperienza con una serie importante di mostre e premi. Vanno citati la personale Visioni Torinesi del 2014 presso la galleria Zabert; la collettiva Tentazioni a cura di Luca Beatrice sempre presso la Galleria Zabert; la partecipazione alla finale del Premio Cairo a Milano nel Palazzo della permanente: I Tesori d’Italia presso la fiera di Expo del 2015: a Ivrea la personale Ivrea città industriale e la mostra collettiva Segno della memoria presso il Palazzo del parlamento europeo a Bruxelles.

a cura di Ermanno Todeschi. A giugno del 2018 vince il Meneghetti International ARTPRIZE.

La mia tecnica

Attualmente opera e lavora tra Torino e la sicilia. Uno degli elementi caratterizzanti il suo lavoro è l’utilizzo delle penne a sfera colorata: strumento che non consente errori o seconde chance.

Spesso parte dalla macchina fotografica che come un taccuino lo accompagana nella sua ricerca. Una volta giunto in studio realizza dei bozzetti sulla base delle foto scattate e poi procede su carta con le sole penne, comunissime penne colorate, come ad esempio la penna dieci colori spesso utilizzata dai bambini. Il processo di realizzazione di stesura del colore è molto simile a quello dei pastelli.

La penna a sfera consente di modellare l’intensità del segno col variare della passione esercitata. La realizzazione delle opere richiede un minimo di dieci giorni per i formati medi a diversi mesi per opere molto grandi.

La penna è uno strumento che ha tanto raccontato attraverso la scrittura, con il lavori di Paolo Amico racconta ora attraverso il disegno.

La bic è passata tra le nostre mani centinaia di volte

l’abbiamo usata per scrivere appunti, le prime lettere d’amore, per scarabocchiare e disegnare.

Da bambini l’abbiamo persino smontata per poi soffiare dentro la cannuccia di plastica esagonale e lanciare palline di carta sul compagno di classe.

Per la maggior parte è una semplice penna usa e getta mentre per me è tanto, tanto di più.